Le patologie dell'anziano: loro frequenza e strategie di prevenzione

 Diabete G. Crepaldi

 La prevalenza del diabete aumenta in maniera drammatica ed uno dei motivi principali è l’aumento della massa corporea in una condizione che geneticamente predispone a tale patologia. E’ interessante notare come la prevalenza del diabete aumenti fino alla fascia d’età dei 70 anni per subire poi una diminuzione nelle fasce d’età avanzate. L’incidenza presenta lo stesso andamento: questa aumenta toccando le punte del 20-30% per poi diminuire in tarda età. Tutto questo comporta comunque 211.000 nuovi casi di diabete per anno. L’80% dei pazienti diabetici muore per patologie cardiovascolari. Nel Framingham il diabete si è dimostrato responsabile di un aumento di 2-4 volte della mortalità per malattie coronariche, ictus, arteriopatie periferiche. E’ importante sottolineare come i diabetici abbiano una sopravvivenza uguale a quella dei non diabetici che hanno subito episodi di cardiopatia ischemica. Dobbiamo attuare quindi, nei confronti del diabetico, un approccio di prevenzione secondaria e trattarlo come un paziente che ha avuto un infarto. Nella donna la comparsa in età fertile del diabete aumenta l’azione protettiva estrogenica. Il diabete è un fattore di rischio maggiore per patologie cardiovascolari. L’aumento di rischio è dovuto allo svilupparsi di una dislipidemia non classica caratterizzata da una ipertrigliceridemia con basse concentrazioni di HDL. E’ interessante però notare che anche valori di trigliceridi modesti accompagnati da una diminuzione dell’ HDL comportano un’incidenza di patologie cardiovascolari che è 3 volte la norma. Per quanto riguarda l’obesità, bisogna sottolineare come quella viscerale sia la condizione maggiormente legata allo sviluppo di dislipidemia diabetica. I dati ILSA mostrano come il tasso di incidenza di patologie cardiovascolari aumenti all’aumentare dei livelli di glicemia. L’iperglicemia post prandiale è però quella più importante nel determinismo delle patologie cardiovascolari in quanto il pancreas riesce spesso a mantenere la glicemia a digiuno producendo grosse quantità di insulina. Il tasso di mortalità aumenta per i pazienti con una glicemia elevata, questo tuttavia si osserva solo sotto i 75 anni. Nel gruppo dei pazienti con età maggiore si osserva invece una diminuzione. Questo fenomeno, osserva infine il Professore, non si osserva però nelle donne.