Lo stato di salute

Il Prof. Farchi ha riportato dati che indicano come l’aspettativa di vita a 65 anni continui ad aumentare in tutti i Paesi europei. Diventa sempre più attuale quindi la necessità di capire se sia veramente possibile, ed in qualche modo promuovibile, la cosiddetta compression of morbidity. Le evidenze a riguardo sono e restano contrastanti. In Italia dal 1990-94 si è osservata una diminuzione per gli uomini del periodo di disabilità precedente il decesso. Nello stesso quadriennio, però, tale periodo è aumentato per le donne da 4,7 a 5,2 anni. Questo dato affianca quello di una maggiore prevalenza di malattie croniche dichiarate dalle donne, ad eccezione delle patologie di tipo respiratorio. Da un confronto dei dati raccolti dall’ISTAT e da quelli raccolti nello studio ILSA del CNR risulta una probabile sottostima delle prevalenze delle patologie croniche rilevate dall’ISTAT, particolarmente riguardo all’ipertensione arteriosa. A questo proposito, l’ISS sta analizzando numerosi indicatori di salute derivanti dai dati raccolti dallo Studio ILSA fin dal 1992; i risultati di questa analisi saranno presto resi noti in una pubblicazione che riporterà le prevalenze di queste variabili nella popolazione anziana italiana. Un esempio delle potenzialità di questa analisi è quello che ci permette di affermare che al sud del Paese si osserva un trend in aumento sia di BMI che di glicemia a digiuno nelle donne anziane. Al momento è in corso un terzo screening dei sopravviventi della coorte arruolata nel 1992.