Saluto ai partecipanti ed introduzione

Il Prof. Benagiano, nel suo saluto, ha introdotto alcune riflessioni di carattere generale sul tema dell’invecchiamento delle popolazioni. Mentre il XX secolo sarà ricordato come il secolo dell’esplosione demografica – il numero degli abitanti del pianeta è passato da 1,6 a 6 miliardi, fatto che non si ripeterà più nella storia dell’umanità – il secolo XXI sarà probabilmente il secolo dell’invecchiamento. Tale fenomeno si estenderà al di fuori dell’area dei Paesi di tipo occidentale: se è vero che nello Zimbabwe l’attesa di vita sta diminuendo, in Indonesia dal 2020 al 2025 è atteso un aumento degli ultra65enni del 400%. Nello stesso periodo in Italia (già il Paese più vecchio) l’aumento sarà del 63%. Inoltre, il XXI secolo sarà non solo il secolo dell’invecchiamento, ma degli old-old. Mentre in USA e nel Regno Unito è stata nei fatti abolita l’età del pensionamento, in Italia non si è ancora prospettato un realistico reimpiego delle persone giunte alla terza o quarta età. Ci troviamo di fronte ad un problema, oltre che medico e di salute pubblica, di carattere filosofico: gli anziani sono una risorsa e non un peso. Tra situazioni estreme in cui si vedono gli anziani come peso e quelle del tipo cinese – in cui si è parlato di gerontocrazia – è necessario trovare un equilibrio: qual è il ruolo degli ultra65enni? come si dovranno integrare in società con sempre meno giovani? Voglio ricordare che secondo il Prof. Golini ci sarà a breve una riduzione del 40% dei giovani che entreranno nel mondo del lavoro. La dinamica della società deve essere ripensata.