L'azione e gli obiettivi dell'OMS

Il Dott. Ziglio ha affermato che il tema dell’invecchiamento è giudicato di fondamentale importanza dalla Regione Europea dell’OMS, che comprende 51 Paesi con quasi 900 milioni di abitanti. In praticamente ciascuno di questi Paesi tale tema, nei suoi aspetti demografici, medici, sociali e di gestione, riceve una attenzione al massimo livello. Siamo sulla soglia di una nuova frontiera della ricerca scientifica in questo campo, concentrata sull’indagine dei determinanti della salute e che vedrà aspetti di ricerca pura ed aspetti decisionali. È comune l’equazione anziani – spesa. In effetti in Europa 130 milioni di consumatori hanno più di 50 anni. In Francia, Germania, Italia, Regno Unito, l’80% delle ricchezze appartiene a questo gruppo. Non sono disponibili dati su come le fasce di età avanzata contribuiscano allo sviluppo economico dei Paesi. La maggior parte di questi Paesi ha affrontato o sta affrontando una riforma del sistema di assistenza: troppo spesso però si discute solo sulle possibilità e modalità di erogazione dei servizi, mentre non viene affrontato in maniera sistematica il tema delle possibilità di intervenire per modificare la domanda di servizi; questo implica un cambiamento di strategia. Bisognerà anche tener conto del fatto che questo segmento di popolazione è e diventerà sempre di più disomogeneo, non solo in termini medico-biologici, ma anche sotto l’aspetto dell’appartenenza etnica, religiosa e di classe sociale. Questi aspetti hanno forti implicazioni nel tipo di servizi che devono essere offerti e sulle strategie di realizzazione. In tutta Europa, ed in particolare nella parte occidentale, è presente un trend ascendente riguardante la popolazione ultra65enne: 18 dei 20 Paesi con la maggiore proporzione di ultra65enni si trovano in Europa. Non solo, ma la regione Europea registra l’aumento maggiore nella fascia degli old-old. Questi temi, e i problemi che ne derivano, vanno affrontati sistematicamente riguardo a ricerca e strategie di investimento. I determinanti della salute sono di carattere genetico, sociale ed economico. Mentre grande attenzione e cospicui finanziamento sono riservati allo studio dei caratteri genetici, che peraltro mostrano una notevole stabilità, meno ci si preoccupa dell’indagine sugli altri determinanti, che invece risultano estremamente modificati negli anni trascorsi e la cui velocità di cambiamento è tuttora in aumento. L’importanza di questi fattori è dimostrata da dati riguardanti Paesi dell’est Europa che mostrano una stretta correlazione tra aumento delle disparità sociali e diminuzione dell’aspettativa di vita. Sono necessari quindi ulteriori studi che indaghino sui determinanti sociali ed economici della salute; su quali siano e come agiscano i fattori “salutogenici”, dei quali sappiamo poco, al contrario dei fattori patogeni; su come sviluppare indicatori di salute; su quali indici utilizzare per le decisioni riguardanti gli investimenti in termini di salute. Mentre fino ad oggi modalità di finanziamento ed accesso all’assistenza sanitaria sono state al centro delle riforme, bisogna da ora occuparsi di come migliorare l’assistenza e promuovere la salute.