Pisa, 16 febbaio 2001
L'arte della Longevità

 

Il Prof. Umberto Senin ha aperto la giornata congressuale portando ai partecipanti i saluti della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria di cui è attualmente presidente.

Il Professore ha fornito, nel corso del suo intervento, una serie di considerazioni che fanno da sfondo ai temi trattati nel corso del Congresso. Più si va avanti, introduce il Professore, più è facile diventare vecchi per una parte sempre più consistente della popolazione. Il fenomeno dell’invecchiamento è attualmente intenso e veloce e nulla di simile è mai accaduto nella storia dell’umanità. I soggetti con età compresa tra i 60 ed i 79 anni erano nel 1950 5,2 milioni. Questa fascia di popolazione ha raggiunto agli inizi del 2000 la quota di 11 milioni. Allo stesso modo gli ultra 80enni erano a metà del secolo scorso 500.000. Questo numero è risultato essere, agli inizi del 2000, il quadruplo. Quindi c’è soprattutto un aumento della parte più anziana della popolazione. Questo comporta un aumento del rischio di diventare vecchi da ammalati. In base ai dati ricavati dallo studio longitudinale italiano sull’invecchiamento (ILSA) promosso dal CNR il numero dei soggetti senza malattia tenderebbe a diminuire con l’avanzare dell’età, contestualmente aumenterebbe il numero dei soggetti malati, ma aumenterebbe soprattutto il numero dei soggetti affetti da 2 o più patologie contemporaneamente. Questi risultati sono confermati da dati americani ricavati da studi sulla disabilità grave negli ultra65enni. Un soggetto che nasce oggi in Italia ha un’aspettativa di vita in disabilità di 4,5 anni per i maschi e di 6,7 anni per le femmine. Secondo studi francesi circa 1/3 degli anni che un 65enne ha come aspettativa di vita saranno passati in condizioni di disabilità.

Attualmente il numero degli ultra 75enni rappresenta il 7% della popolazione italiana; questa fascia assorbe circa il 30% delle spese sanitarie. Il Consiglio Superiore della Sanità ha approvato nel Luglio del 2000 il terzo Progetto Obiettivo per la salute dell’Anziano (POA). In questo si afferma chiaramente per la prima volta che, tra le tante necessità, un aspetto importante è la formazione geriatria gerontologica delle diverse figure sanitarie.

Il Presidente conclude il suo intervento con un’ultima considerazione: nella Gazzetta Ufficiale del 23 Gennaio di quest’anno comparivano gli obiettivi qualificanti per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, in questo documento non si parla mai di invecchiamento e la parola “anziano” compare solo una volta.

 

 

Il Presidente dell’ANIA Alfonso Desiata è intervenuto portando i suoi saluti a tutti i congressisti e sottolineando come il fenomeno dell’invecchiamento è divenuto, assieme a quello della globalizzazione e della rivoluzione tecnologica, uno degli aspetti caratterizzanti della nostra società. L’invecchiamento, incalza il Presidente, va tenuto subito in considerazione come un elemento per una buona gestione della fase finale della nostra esistenza. La speranza di vita per le donne aumenta giorno per giorno: una donna che nasce oggi ha una speranza di vita di 5 anni in più rispetto a quelle nate in tempi passati. Le ragioni individuate dagli assicuratori, continua il Presidente tra il serio e il faceto, sono rappresentate dalla scomparsa del compagno associato al passaggio di titolarità della pensione e dal possesso del telefono cellulare che rappresenta un’opportunità di ampliamento del circuito sociale. Secondo le nostre concezioni culturali l’invecchiamento non è percepito, come dovrebbe, come un fenomeno lungo e continuativo. E’ invece necessario preparare in anticipo le risorse finalizzate ad un lungo invecchiamento volgendo la nostra attenzione all’attività previdenziale, e a quella sanitaria e di assistenza. Il sistema previdenziale pubblico non può coprire questi bisogni, questo sistema appare sempre più inadeguato, questo perché era stato progettato in tempi in cui era difficile prevedere una tale rivoluzione demografica. A questo sistema si sono così affiancati i sistemi integrativi. Anche questi però appaiono insufficienti. E’ pertanto necessario ricorrere a delle soluzioni individuali che permettano di arrivare, in base alla scelta degli investimenti, con il pagamento di contributi o premi assicurativi, ad una pensione integrativa. Col primo Gennaio di quest’anno c’è una fiscalità che favorisce, tramite sgravi, questo sistema.

Il sistema pubblico non permette di pensare in termini di assistenza. Esistono dei sistemi che si basano sul concetto di Long Term Care che permettono la pianificazione di piani assistenziali domiciliari evitando così di ricorrere all’ospedalizzazione. Dal primo Gennaio cominciano ad esserci delle piccole coperture assicurative di questo tipo che giovano di sgravi fiscali. Per attuare questi servizi è però necessaria la presenza di una massa critica di utenza, che potrebbe tuttavia essere raggiunta nelle grandi città.

E’ necessario, conclude il Presidente, programmare sin dalla giovinezza la nostra terza e quarta età. Partire prima aiuta molto a razionalizzare il ciclo vitale in base alla propria capacità di creare ricchezza. E’ necessario quindi finalizzare il risparmio per le necessità sanitarie e di assistenza a domicilio,