TAVOLA ROTONDA
Produrre pensando agli Anziani:
Libertà di muoversi, dalla scarpa all’automobile

 

Il Prof. Masotti, Presidente Eletto della SIGG, introducendo i lavori della tavola rotonda ha sottolineato la necessità di dover affrontare il fenomeno l’invecchiamento della popolazione nella sua globalità: dall’architettura, all’abbigliamento, alla salute, senza trascurare nessun aspetto della vita quotidiana.  Ha ricordato inoltre come nella strutturazione della tavola rotonda sarebbero stati messi a diretto confronto i pareri di un geriatra e di un operatore dell’industria rispetto a temi specifici.

A proposito delle calzature, il Prof. Baroni, Direttore dell’Istituto “I Fraticini” - INRCA di Firenze, ha portato l’esperienza di uno studio svolto dal suo Istituto in un centro della Toscana, Dicomano, sostenendo l’esistenza di una correlazione fra prevalenza dei disturbi ai piedi e disabilità. L’uso di calzature inadeguate, inoltre, aumenta il rischio di cadute. Le caratteristiche più importanti per la scelta di una scarpa per un soggetto anziano devono essere di carattere funzionale e non dettate esclusivamente dai canoni dell’estetica. I dati epidemiologici indicano che la maggior parte della popolazione indossa calzature non adeguate e in particolare “ciabatte”, in rapporto alla presunta comodità di quest’ultime, al basso costo ed alla scarsità di conoscenze a riguardo. La scarpa idonea deve essere shock-assorbente, deve cioè poter assorbire l’urto con il suolo. Una notevole importanza assume il tacco, che se molto alto peggiora la stabilità, mentre relativamente basso – circa 2-3 cm – facilita la stabilità anche rispetto ai piedi nudi; la funzione del tacco è inoltre importante perché serve a distribuire meglio il carico. Ancora, il collo alto aiuta una migliore percezione della sensibilità, che viene invece peggiorata da una suola troppo alta. È infine da ricordare che il piede tende ad allargarsi con il carico; pertanto si consiglia di acquistare nuove calzature nel pomeriggio. Volendo tracciare un breve promemoria: prendere numeri progressivamente maggiori – invecchiando il piede può aumentare di numero; scarpe chiuse con collo alto; interno deformabile ma poco elastico; suola e tacco più larghi della pianta del piede; suola piatta e flessibile; impuntura intorno alla calzatura larga e rigida, anti-supinazione. L’Avvocato Buratto, che ha portato la voce dell’industria calzaturiera, ricordando i progressi fatti grazie all’utilizzo di tecniche di biomeccanica e di nuovi materiali, ha affermato che però – in rispetto dei dettami della moda – le scarpe sono ancora considerate solo “accessori”. Da un punto di vista tecnico è bene ricordare che un individuo che cammina scarica al suolo una forza pari a 1,3-2 volte il proprio peso corporeo; se c’è uno squilibrio, una errata distribuzione del peso (ad es. alluce valgo, scarpe non idonee) si ottengono nel tempo deformità, problemi posturali, problemi vascolari e dolore. A proposito del tacco, l’avvocato ha indicato i valori di tacco fisiologici per una corretta postura nei due sessi: uomo 1-2 cm, donna 2-4 cm. Infine, parlando delle possibili soluzioni sono state citate scarpe calibrate in cui la forma si adatta al piede; quelle automodellanti, che utilizzano un nuovo materiale, ideale per le deformità importanti; quelle termodeformabili, che si modellano grazie alla temperatura, e le ortesi plantari, che distribuiscono meglio la pressione aumentando la superficie di contatto.

Il tema dell’abbigliamento è stato affrontato dal Prof. Bavazzano che ha focalizzato l’attenzione sulle caratteristiche peculiari del modello geriatrico; gli anziani, infatti, riescono ad adattarsi molto difficilmente di fronte ad una difficoltà sia essa interna – patologia – che esterna. Il mondo della geriatria dovrebbe pertanto indicare agli addetti dell’industria le corrette strategie da utilizzare. Un esempio per tutti: la pesantezza, in termini di grammi, di alcuni capi di abbigliamento quali i cappotti rende questi di difficile utilizzo da parte della popolazione anziana. Il Dott. Giovannelli, industriale del campo tessile e abbigliamento dell’area pratese, ha portato l’esperienza positiva del suo gruppo che è riuscito a far sì che un Grande Vecchio come il Santo Padre sia riuscito a svolgere una delle funzioni a cui era preposto grazie ad un intervento basato sulle nuove tecnologie ed i nuovi materiali. In particolare, durante la lunga  cerimonia di apertura della Porta Santa, il Papa indossava un mantello appositamente creato che, pur essendo di dimensioni notevoli, pesava solo 750 grammi. Tuttavia questa problematica non è ancora all’attenzione delle grandi aziende, anche se non mancano alcuni prestigiosi esempi come Max Mara, con la linea appositamente creata di Marina Rinaldi, e Luisa Spagnoli.

Il tema dell’abitazione è stato affrontato dal Prof. Salvioli che ha sottolineato quanto l’ambiente in cui viviamo non sia di supporto e niente affatto protesico. Spesso le case sono senza ascensore o troppo buie; le strade dissestate e piene di buche. Persona, comportamento e ambiente hanno dei rapporti reciproci di cui bisogna tenere conto. Se particolare attenzione deve essere rivolta all’anziano con deterioramento cognitivo, a maggior rischio, bisogna anche tenere presenti le esigenze della persona anziana sana. Alcune semplici caratteristiche da tenere in considerazione, a proposito di abitazione, sono: i colori – è noto che alcuni come il verde e l’azzurro hanno un effetto sedante mentre altri come il giallo e il rosso sono eccitanti; i rumori – spesso le abitazioni subiscono un inquinamento ambientale da rumore troppo alto; gli odori – troppo spesso si trovano locali maleodoranti – e infine la temperatura – quasi sempre troppo bassa. Un corretto uso di strumenti di valutazione multidimensionale deve fare riferimento non soltanto alla persona ma anche all’ambiente in cui questa vive. È noto a tutti, infine, l’esempio di molte strutture geriatriche che sono costituite da un lungo corridoio con porte tutte uguali sui lati che creano monotonia e favoriscono il disorientamento. Strutture del genere dovrebbero invece prevedere diverse zone ben individuabili, con facile accesso e se possibile con un ambiente esterno, un giardino, controllato. L’Architetto Valla ha portato alcuni esempi concreti di strutture già realizzate. Ha ricordato, in particolare, il Centro Residenziale Midtlokken, Casa di Riposo realizzata nel nord Europa, ed alcuni esempi Italiani come il Progetto Arcobaleno che prevede 7 posti letto per pazienti dementi ed è organizzato il più possibile in maniera simile ad una comune casa. Al suo interno sono stati realizzati impianti centralizzati di controllo molto sofisticati ma ben nascosti da una struttura simile ad un bancone; vi è un giardino protetto che permette un facile accesso; è stato realizzato un attento studio dei colori; è prevista una illuminazione modulare che controlla sempre il rapporto luce artificiale luce naturale per evitare problemi di abbaglio e di controluce. Questo specifico problema è stato risolto installando tende che automaticamente si abbassano, grazie ad un sistema di fotocellule, quando il sole è troppo forte; all’interno si attiva una illuminazione artificiale di compenso, portando la luce a livello ottimale; è bene ricordare che questo sistema consente sempre la visione dall’interno verso l’esterno. Ancora, l’Architetto ha presentato un progetto di cucina motorizzata valida per essere usata anche da un disabile costretto su una sedia a rotelle. Il progetto prevede tra l’altro l‘installazione di piastre ad alta sicurezza ad induzione elettromagnetica, con comandi digitali e autospegnimento. Soprattutto, la piastra si mantiene sempre fredda, permettendo soltanto il passaggio di calore direttamente dalla fonte al contenuto delle stoviglie. Infine ha ricordato un esempio di arredo urbano con percorsi riabilitativi, idonei anche per i soggetti alzheimeriani, con panchine singole munite di braccioli e soprattutto senza spigoli.

In merito all’uso dell’automobile nella terza età è intervenuto il Prof. Abate che ha ricordato come sia sempre maggiore il numero di anziani che guida. Importante segnale positivo, perché guidare significa spostarsi e socializzare, ma da valutare assieme al fatto che gli anziani sono quelli che – con i giovanissimi appena patentati – hanno il maggior numero di incidenti. Con l’avanzare dell’età le componenti chiamate in causa per una guida corretta – integrità del sistema cognitivo, motorio e sensoriale – si modificano. È più facile distrarsi, si ha un declino dell’orientamento spaziale, una minore interazione visuomotoria, diminuisce la mobilità del tronco e del collo e si verificano anche alcune alterazioni sensitive come una ridotta visibilità in condizioni di scarsa illuminazione. Accanto a queste modificazioni, naturalmente vi sono tutta una serie di patologie che possono ulteriormente influenzare questi sistemi; un solo esempio: la demenza. È necessario inserire delle regole più severe e soprattutto più specifiche per il rinnovo della patente, che in Italia si basa su fondamenti troppo permissivi. Sarebbe opportuno inserire una patente a punti che in base alle condizioni dell’individuo – ad alto e a medio rischio – preveda, oltre alla sospensione della stessa, anche alcune soluzioni alternative come l’uso dell’automobile solo in percorsi autorizzati, la presenza di un copilota, l’utilizzo di protesi correttive o la limitazione in particolari ore della giornata. Il Dott. Ridolfi, Consulente Fiat Auto, ricordando che da febbraio ’99 è presente una patente a codici che prevede per i disabili e gli anziani delle diversificazioni per le procedure di rinnovo, ha sottolineato che all’interno delle commissioni sono state recentemente inserite nuove figure, quale ad esempio il diabetologo. Lo scopo dell’industria automobilistica è comunque quello di dare a tutti la possibilità di utilizzare l’automobile e la Fiat Auto, in particolare, ha strutturato 13 centri di mobilità in Italia, da Bolzano a Cagliari, con simulatori di guida che permettono di studiare al meglio tutte le abilità e capacità necessarie per una guida corretta. Questi centri, dove si recano anche soggetti disabili per testare le loro capacità, hanno il merito di essere strutturati in maniera standardizzata e forniranno quindi dati assolutamente omogenei che verranno poi validati in un progetto europeo.

Infine, la conclusione dei lavori è stata affidata al Ministro dell’Industria Enrico Letta che ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’ascolto da parte delle nostre Istituzioni che in tal modo possono meglio comprendere come recuperare i ritardi del passato e stabilire regole per assegnare competenze e risorse. Vi sono alcuni temi fondamentali da affrontare. Nonostante il notevole cambiamento nella struttura sociale del Paese, ancora oggi l’anziano tende a rinchiudersi in casa con il passare del tempo, all’interno di una struttura familiare forte che gli consente una accoglienza adeguata, anche se ne è conseguenza diretta la diminuzione dei livelli di interazione con l’esterno. Nel prossimo futuro, con ulteriori cambiamenti sociali, bisognerà considerare la eventualità di un anziano che non troverà più in casa quell’elemento di accoglienza che gli è necessario. C’è bisogno quindi di politiche attive in tal senso, politiche che in altri Paesi europei – che comunque partivano da strutture sociali e familiari diverse – sono state già affrontate. Secondo tema, l’allungamento della speranza di vita e soprattutto quello collegato degli anni di vita dal pensionamento in poi. Terzo tema, la necessità di cambiamento degli strumenti previdenziali in una indispensabile interazione tra previdenza pubblica e non pubblica, per certi versi già esistente. Il ruolo dell’industria in questo quadro è innanzi tutto quello di far emergere la domanda di beni e di servizi potenzialmente esistente. Ad esempio, incentivare il turismo, con iniziative quali il progetto “L’Italia per tutti”. Bisogna dimostrare che esiste la possibilità di realizzare circuiti turistici con un percorso privilegiato per la disabilità e per la terza età; tali opportunità, del resto già disponibili, vanno meglio sfruttate: spesso per carenza di informazioni non sono utilizzate se non da stranieri. Al di là della logica assistenziale, il mondo della terza età rappresenta un potenziale mercato da cui poter trarre notevoli profitti se si è in grado di far emergere e crescere la domanda.