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  Questa sezione è destinata ad ospitare notizie di attualità legate ai temi dell'invecchiamento tratte dagli organi istituzionali, dai mezzi di informazione e dalle segnalazione dei nostri utenti. Per eventuali approfondimenti si rimanda alle fonti citate o alle relative sezioni del Sito.
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Anziani: proposta di legge per commissione bicamerale e osservatorio presentata a Montecitorio; Italia paese più vecchio.
(ANSA)

Roma, 17 aprile 2002.
Assicurare tempi rapidi in Parlamento per la proposta di legge sull'istituzione della Commissione bicamerale per l'anziano e dell'Osservatorio sulla terza età. E' l'appello "trasversale" lanciato oggi dagli oltre 200 deputati, appartenenti a tutti gli schieramenti, firmatari della proposta di legge, una parte dei quali ha ufficialmente presentato l'iniziativa legislativa in una conferenza stampa a Montecitorio.
La Commissione - si sottolinea nella proposta di lege - dovrebbe avere "compiti di indirizzo e controllo sulla concreta attuazione degli accordi internazionali e della legislazione sui diritti e la tutela dei soggetti in età avanzata". La proposta prevede anche un Osservatorio nazionale per l'anziano (presieduto dal Ministro del Welfare e che predispone biennalmente il piano nazionale di azione ed interventi) e un Centro nazionale di studio, documentazione e analisi per gli anziani, oltre ad istituire la "Giornata italiana per i diritti dell'Anziano" da celebrare ogni 27 ottobre. Affrontare il fenomeno della "esplosione demografica" degli anziani, hanno rilevato i firmatari, è più che mai urgente. A dimostrarlo sono i numeri: nel 1999 erano 60 milioni gli over-65 in Europa e, secondo le previsioni, il numero delle persone con età superiore a 80 anni crescerà del 50% entro il 2015. E proprio all'Italia, in base ai dati Onu, va il primato di paese più "vecchio" del mondo con il 24,5% dei residenti appartenenti alla categoria degli over-60. Si stima inoltre che, nei prossimi 50 anni, la popolazione attiva italiana (dai 15 ai 64 anni) passerà dagli attuali 40 milioni a soli 28 milioni, con una massa di over-65 che oscillerà tra il 46 ed il 50% dei residenti. E c'è di più: tra 20 anni, rilevano gli esperti, mancheranno in Italia 6 milioni di giovani da avviare al lavoro e si avrà un esplosione della spesa per assistenza.
"Le istituzioni - ha affermato Ugo Lisi di An, primo firmatario della proposta di legge - valutino per tempo quella che si profila come una rivoluzione socio-economica di vaste proporzioni, nella consapevolezza che gli anziani devono essere visti come una risorsa e non come un peso per la collettività". Secondo il sottosegretario ai trasporti Guido Viceconte, secondo firmatario della proposta, il fenomeno della longevità di massa "richiede una complessa progettualità e strategie che dovranno incidere sulla struttura stessa della nostra società. Commissione e osservatorio - ha aggiunto - permetteranno inoltre di razionalizzare gli interventi e le risorse dello Stato e degli enti locali, evitando provvedimenti tampone e di emergenza". Tra i firmatari anche Carla Mazzucca della Margherita: "Spero che la Bicamerale - ha commentato - possa, tra l'altro, esercitare forme di pressione politica all'interno del Parlamento per il miglioramento delle condizioni degli anziani in Italia"

 

 
 


Lesioni da decubito: una piaga sanitaria e sociale

Si è svolto recentemente a Roma, promosso dalla Nutricia, un incontro destinato a promuovere l'informazione sul tema delle lesioni da decubito.
Questo problema, per il quale si calcola siano coinvolti circa mezzo milione di malati dimessi ogni anno dagli ospedali italiani, rappresenta una realtà su cui sempre più si stanno focalizzando le attenzioni e gli studi di medici, ricercatori ed aziende.
Infatti questa patologia, oltre a rappresentare una complicazione di grosso impatto clinico sul paziente, determina anche importanti conseguenze sul carico di lavoro di chi deve assistere i soggetti colpiti.
Sempre più spesso poi, la presenza di lesioni da decubito viene indicata tra i parametri per vautare la adeguatezza dell'assistenza.
Nel corso di questo incontro sono stati affrontati i vari temi connessi a questo problema: caratteristiche ed epidemiologia, scale di valutazione, aspetti preventivi, ruolo della nutrizione.
Si sono poi succedute le relazioni di due esperti del problema: la Prof.ssa Maria Antonia Fusco - Direttore U.O. di Dietologia e Nutrizione Clinica dell'Azienda Ospedaliera S. Camillo Forlanini di Roma ha affrontato il tema della malnutrizione nelle ulcere da decubito sottolineando tra le altre cose l'importanza di un adeguato apporto calorico e proteico sulla rigenerazione tessutale; il Dr. Giuseppe Benati - Geriatra responsabile del servizio di Nutrizione Clinica U.O. Medicina Geriatria Azienda ASL di Forlì - ha invece presentato i risultati preliminari di uno studio pilota effettuato su pazienti ricoverati in un reparto ospedaliero e sottoposti in modo randomizzato a:
- dieta ospedaliera
- dieta ospedaliera con integratori ipercalorici iperproteici
- dieta ospedaliera con integratori ipercalorici iperproteici arricchiti con arginino, zinco vitamina C ed altri antiossidanti
I pazienti trattati con quest'ultimo tipo di dieta hanno mostrato una più rapida guarigione cutanea rispetto agli altri due gruppi.
Nel corso dell'incontro è stato presentato un prodotto denominato Cubitan che rappresenta un comodo supplemento nutrizionale appositamente studiato dalla Nutricia per la terapia nutrizionale del paziente affetto da piaghe da decubito. La formulazione di questo prodotto lo rende ideale per coprire le aumentate richieste energetico-proteiche dei pazienti e per fornire i micronutrienti necessari per stimolare la sintesi proteica a livello cellulare ed i fenomeni di cicatrizzazione.
Tutti i dettagli sul prodotto e le relazioni dell'incontro possono essere scaricati in formato pdf cliccando su questo link.

Scarica qui Acrobat Reader per leggerlo 

Nicola Buonaiuto per la Redazione di Geriatriaonline

 
 


La sicurezza degli anziani negli ambienti abitativi

L’evento, che si svolgerà dal 29.11.2001 al 01.12.2001 nel contesto del Porto Antico di Genova, vedrà la partecipazione di personalità istituzionali, studiosi ed esperti provenienti dal mondo scientifico, oltre a figure rilevanti in rappresentanza di enti, organismi ed associazioni che costituiscono punto di riferimento in tale settore.

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 Il problema della sicurezza in una delle fasce più deboli della popolazione -  gli anziani - investe svariati aspetti e contesti tra i quali la casa ricopre posizione di rilievo.
Nella fascia dell'età "anziana", le difficoltà e quindi la crescente rarefazione delle relazioni, la solitudine e, più in generale, il disagio sociale, costituiscono fattori di criticità che espongono gli anziani a rilevanti rischi anche in uno degli ambienti tradizionalmente percepiti come più sicuri, quale è l’abitazione.
Comportamenti dolosi di soggetti senza scrupoli volti a perpetrare furti, truffe e -  sempre più frequentemente -, reati contro la persona, nonchè le cattive condizioni di manutenzione in cui versano nel nostro Paese moltissimi alloggi, costituiscono lo scenario delle insidie maggiormente rappresentate. Senza dimenticare i fattori di rischio che si determinano a seguito degli incidenti domestici che, secondo i dati ultimamente forniti dall'ISTAT, descrivono un quadro per nulla rassicurante.
Infatti, le persone con più di 65 anni che hanno avuto almeno un incidente domestico sono il 23,2% del totale degli incidenti, ove si consideri che gli ultrasessantacinquenni rappresentano il 15,8% del totale della popolazione.
L’Amministrazione comunale della Città di Genova, sensibile a questi temi e partecipe degli obiettivi del Piano Sanitario 2001-2003, intende riservare - con l'appuntamento di fine novembre - un'attenzione tutta particolare alle esigenze di sicurezza di coloro che hanno meno forza per esplicitarle.
Organizzata da Porto Antico di Genova S.p.A, quale parte integrante dell’iniziativa e contemporaneamente al convegno,  sarà allestita un'esposizione di prodotti, servizi e progetti
 finalizzata al tema della sicurezza degli anziani negli ambienti abitativi. 

info: www.geriatriaonline.net/congress.htm

 

 
 


Il Giornale di Gerontologia consultabile on-line

 Il Giornale di Gerontologia, organo ufficiale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, è ora on-line. Sul sito web dell’Editore Pacini, che pubblica la rivista, erano già consultabili gli abstract degli articoli del 2000. A partire dal primo numero del 2001, è ora possibile leggere e scaricare in formato PDF anche i testi per esteso dei lavori pubblicati. Si tratta di una iniziativa di estrema importanza, che sicuramente amplierà il numero di coloro che possono fruire di quanto proposto dalla SIGG. Da sottolineare che gli articoli sono in italiano e che il Giornale ha recentemente dedicato molto spazio alla pubblicazione di linee guida geriatriche. L’ampia diffusione di questi testi, permessa dalla rete, rappresenta certamente una svolta della cultura geriatrica italiana.

 La pagina in cui trovare l’indice dei testi è all’indirizzo:

http://www.pacinimedicina.it/italiano/AspFiles/abstract_index.asp?rivista=6&area=25&dinamic=1

 Fabio Campana per la redazione di Geriatriaonline

 
 
"Le nuove politiche europee di welfare come momento di unificazione sociale" (Comunicato stampa)

VII Congresso europeo E.D.E. - 16 -18 maggio - Palazzo del Cinema Lido di Venezia

La conferenza stampa si terrà alle 11 di martedì 15 maggio 2001sede della Provincia - Palazzo Corner, San Marco 2662 Venezia

Saranno presenti il presidente europeo dell’Ede Michiel Kok; il presidente nazionale dell’Ansdip Gianfranco Nizzardi; il presidente della Provincia di Venezia e altre autorità.

Il Terzo Millennio segna la longevità e l'aumento del numero dei centenari. La massima speranza di vita è passata da 100 a 130 anni. Nei prossimi 25 anni le persone in età pensionabile aumenteranno nei 29 Paesi più sviluppati di oltre 70 milioni. Negli ultimi 25 anni il numero degli over 65 è cresciuto di 45 milioni, contro i 120 milioni di persone in età da lavoro. 

Il Terzo millennio segna dunque l'invecchiamento progressivo della popolazione europea. Una prima sfida internazionale sul futuro delle persone anziane e disabili si giocherà - è la prima volta in Italia - dal 16 al 18 maggio prossimo nelle sale del Palazzo del Cinema di Venezia. Molti i temi che saranno trattati nel corso del congresso: dalla figura del nuovo manager del sociale alla cultura e formazione del direttore dei centri residenziali, dall'invecchiamento della popolazione in Europa alle nuove tecnologie nelle case di riposo, dalla carta per i servizi, certificazione e garanzia della tutela dei diritti per gli anziani sino all'integrazione come momento di "welfare" per una politica di salute.

E' nella meravigliosa cornice del Lido della città lagunare che si terrà il VII congresso europeo dell'E.D.E. "Le nuove politiche del welfare come momento di unificazione sociale". Sono stati chiamati a confrontarsi mille direttori dei servizi socio-assistenziali di oltre venti Paesi. I lavori sono stati organizzati dall'Ansdipp (Associazione nazionale segretari direttori dirigenti istituzioni pubbliche e private di assistenza), su incarico dell''E.D.E. (European association for director of residential care home for Eldery). L'E.D.E. conta attualmente 22 Paesi rappresentanti e raccoglie oltre 7.500 soci. 

Al congresso di "Venezia 2001", che gode dell'Alto Patrocinio del presidente della Repubblica Italiana, hanno dato il loro sostegno e patrocinio il ministero per la Funzione pubblica, la Regione Veneto, la Provincia e il Comune di Venezia. 

Ufficio stampa e segreteria del convegno 
A.N.S.D.I.P.P. c/o Centro Residenziale Anziani “Umberto I” Via S. Rocco, 10 35028 – Piove di Sacco (PD) Tel. ++39 049 9711894 Fax. ++39 049 9705465 

http://www.ansdipp.it e-mail: venice2001@ansdipp.it cellulare 03480822960

 
 
"Un Paese vecchio ma sano" secondo il Ministro Veronesi - (ANSA)

ROMA, 4 MAG - Piu' vecchi e piu' sani ma anche poco attenti alla propria salute che nonostante i cattivi stili di vita continua a migliorare. La cartella clinica del Bel Paese tracciata nella relazione sullo stato di salute degli italiani nel 2000, conferma un miglioramento del polso della nazione. Il ministro Umberto Veronesi in quella che potrebbe essere una delle ultima uscite pubbliche lascia una specie di testamento spirituale per la sanita'. ''Tornero' ai miei pazienti'' assicura e auspica una diversa organizzazione degli ospedali, servizi diagnostici piu' accessibili e tanta prevenzione a partire dalla lotta al fumo che, ammette, per lui e' una vera e propria fissazione. UN PAESE VECCHIO MA SANO. Confermato l' aumento costante della vita media della popolazione con un guadagno di oltre un anno di vita nel 1999 rispetto al 1995. La speranza di vita e' di 75,8 anni per gli uomini, 82 per le donne. Ma quest' ultime vivono piu' a lungo nel centro e nel nord. PIU' PERICOLO PER GLI UOMINI. La mortalita' maschile e' quasi tre volte piu' elevata di quella femminile, a causa degli incidenti stradali, suicidi, tossicodipendenze e Aids, la cui incidenza e' particolarmente elevata in tutte le regioni del nord. MALATTIE DEL CUORE KILLER NUMERO 1 MA CONTRO I TUMORI TANTE BATTAGLIE VINTE. Le malattie del cuore e delle arterie sono la prima causa di morte nella popolazione in generale e negli anziani in particolare, e la seconda causa dopo i tumori, negli adulti. Ma negli ultimi dieci anni hanno subito una grande diminuzione in entrambi i sessi. E contro i tumori, in tre anni, la mortalita' si e' ridotta del 2%. 

 
 


È stato promosso nel Regno Unito il primo piano nazionale per mettere fine alla discriminazione che gli anziani subiscono nel National Health Service (BMJ 2001;322:751)

Il primo piano nazionale per mettere fine alla discriminazione che gli anziani subiscono nel National Health Service e per migliorare la qualità dell'assistenza fornita agli anziani, è stato presentato a fine Marzo dal Dipartimento della Salute del regno Unito. 
Il National Service Framework for Older People rappresenta la presa di coscienza del NHS della presenza di elementi di discriminazione nei trattamenti forniti agli anziani e conferma la volontà del governo britannico di innalzare gli standard dell'assistenza medica e sociale fornita agli anziani. 
Nel nucleo centrale del documento, che è valido solo in Inghilterra, sono stati fissati una serie di standard in servizi chiave del NHS per permettere agli ultra65enni di ricevere la stessa qualità di trattamento dei soggetti più giovani per patologie come il cancro e le cardiopatie. Sono state inoltre introdotte misure speciali per ridurre le disabilità conseguenti ad ictus ed a cadute e per assicurare agli anziani trattamenti efficaci per le malattie mentali. 
Si prevede inoltre di aumentare, nei prossimi tre anni, il numero di interventi di cataratta (70.000 operazioni in più), protesi di anca e di ginocchio (16.000) e di procedure di rivascolarizzazione (3.000). Per raggiungere tali ambiziosi scopi saranno creati, entro il 2004, 140 posti di medicina geriatrica e 85 di psichiatria della terza età, oltre a 7500 posti di lavoro per specialisti. 
Per l'applicazione di tale Piano verranno stanziati 1.4 miliardi di sterline (4200 miliardi di lire). Altri 120 milioni di sterline (360 miliardi di lire) saranno disponibili nei prossimi tre anni per ristrutturare le corsie stile "Nightingale" per garantire agli anziani maggior privacy. 
Il Professor Ian Philp, direttore nazionale per i servizi degli anziani commenta: "il nuovo piano permetterà alle persone di ricevere assistenza e trattamento altamente qualificato, indipendentemente dalla loro età e renderà l'età un elemento di discriminazione del passato. Gli anziani presentano spesso necessità sanitarie complesse, che coinvolgono aspetti fisici, mentali e sociali, e i nostri servizi devono rispecchiare tale situazione con conseguente necessità di stretta collaborazione tra assistenza sanitaria e sociale".

Il documento completo è disponibile al sito http://www.doh.gov.uk/nsf/olderpeople.htm 


Gli otto standard del National Service Framework sono:

Standard 1 - Eradicazione della discriminazione degli anziani
I servizi dell'NHS verranno forniti in base alle necessità cliniche e non all'età. I servizi di assistenza sociale non utilizzeranno l'età come criterio di elegibilità per ridurre l'accesso ai servizi disponibili.
Standard 2 - Assistenza incentrata sulla persona
I servizi dell'NHS e quelli sociali trattano gli anziani come individui e permettono loro di prendere decisioni sulla propria assistenza attraverso un processo di assesment individuale e la fornitura integrata di servizi.
Standard 3 - Assistenza intermedia
Gli anziani avranno accesso a nuove forme di assistenza intermedia domiciliare o in ambienti di assistenza creati per promuovere la loro indipendenza fornendo loro servizi migliorati, per prevenire le ospedalizzazione incongrue, e servizi di riabilitazione per permettere una precoce dimissione e prevenire accessi prematuri e inadeguati in strutture di lungo degenza. 
Standard 4 - Assistenza ospedaliera
L'assistenza ospedaliera viene fornita agli anziani tramite specialisti ed operatori sanitari dotati delle capacità di rispondere ai loro bisogni.
Standard 5 - Ictus
Il NHS prenderà provvedimenti atti a prevenire lo stroke, anche collaborando con altre strutture. Le persone che hanno avuto uno stroke avranno accesso ai servizi diagnostici, ai servizi specialistici e parteciperanno, assieme ai loro familiari, a programmi multidisciplinari di prevenzione secondaria e di riabilitazione. 
Standard 6 - Cadute
Il NHS in collaborazione con i councils locali, interverrà nella prevenzione delle cadute per ridurre l'incidenza di fratture e di lesioni conseguenti alle cadute. Servizi specialistici per le cadute forniranno agli anziani che sono già andati incontro a caduta, un trattamento riabilitativo efficace, oltre a consigli sulla prevenzione.
Standard 7 - Salute mentale
Gli anziani con problemi mentali avranno accesso a servizi integrati forniti dal NHS e dai Councils per assicurare diagnosi, trattamenti e supporti adeguati per loro e per i loro familiari.
Standard 8 - Promozione della vita attiva libera da malattie nella terza età
La salute e il benessere degli anziani viene promossa attraverso programmi coordinati di azione condotti dal NHS col supporto dei councils. 

 
 


5 febbraio 2001 - Uno spettacolo teatrale sull'Alzheimer

Carlo Pontesilli, attore e regista, è l’autore ed interprete del testo teatrale "A...come non so" sulla malattia di Alzheimer. Lo spettacolo sta ricevendo  grandi consensi, per il forte ed emotivo impatto nel pubblico specializzato e non. Lo spettacolo viene inserito anche in attività di formazione ed informazione ed in Convegni e Congressi sull'argomento.

Lo spettacolo è un monologo nel quale sono messi in evidenza gli aspetti caratteristici della malattia d’Alzheimer, dal primo all’ultimo stadio: amnesia, afasia, agnosia e aprassia, oltre ai diversi comportamenti e relazioni con l’esterno che il malato ha a mano a mano che il processo di degenerazione avanza.Si narra la storia del dottor Carlo Pontercoli, un gerontologo esperto in malattie cardiovascolari e mentali.

L’autore ha osservato e studiato a lungo le persone colpite dal tremendo morbo, frequentandole nelle Case di Riposo (di Mestre, Maniago, Portogruaro, Rovereto) e trascorrendo con loro lunghe ore in “conversazioni”.

Dall’esperienza vissuta con e accanto alle persone ammalate di Alzheimer, l’autore ha costruito un testo “a tappe”, mettendo in evidenza le situazioni, le azioni e i comportamenti più caratteristici di diversi ospiti delle Case di Riposo, in modo da farne un “percorso” univoco, continuo ed essenziale, che chiarisce al pubblico l’evoluzione subdola del terribile male.

Ulteriori informazioni.

 
 

28 gennaio 2001 - NUORO - E' un italiano l'uomo più vecchio del mondo


Antonio Todde che vive a Tiana, un comune del nuorese abitato da altre persone ultracentenarie, il 22 gennaio ha compiuto 112 anni. E la sua famiglia (sorella 96 anni, figlia ottantenne, e poi una lunga serie di nipoti e pronipoti) si è riunita al gran completo per una importante occasione: ad Antonio è stato ufficialmente consegnato il certificato che conferma il suo primato mondiale di longevità. Il Guinness World Record gli spetta di diritto in quanto l'americano Benjiamin Harrison Holcomb, fino a oggi detentore del record, lo aveva ricevuto per errore e anche tutte le altre vecchiette che negli ultimi tempi da ogni parte del mondo hanno dichiarato di essere le più anziane non lo possono dimostrare non avendo certificati di nascita ufficiali.

Ziu Antonio, come viene chiamato al paese, è ancora lucido nei ricordi, ma di poche parole. La mattina del suo comoleanno si è alzato prima del solito, ha fatto l'abituale colazione e poi, vestito a festa dalla sorella che lo assiste 24 ore su 24, si è seduto accanto al camino e ha assistito alla cerimonia restando sempre in disparte, quasi estraneo all'avvenimento. Il palmares dei longevi della terra gli è stato consegnato dal professor Luca Deiana, docente di biochimica clinica all'Università di Sassari e alla cerimonia ha presenziato il sindaco di Tiana, Amatore Salis.

E proprio secondo una ricerca svolta dal professor Deiana la Sardegna è la regione del mondo col più alto numero degli individui "ultra longevi". Lo studio dell'Università di Sassari ha messo in evidenza anche il basso rapporto femmine/maschi tra gli ultracentenari sardi. I secondi sono infatti più numerosi che negli altri paesi occidentali dove il rapporto è di 4 a 1, mentre in Sardegna è di 2 a 1. La straordinaria longevità degli abitanti dell'isola è testimoniata, oltre che dal numero degli ultracentenari, tra i più alti del mondo, anche dalla presenza di molti cosiddetti "supercentenari", persone che hanno raggiunto o superato i 110 anni.

Da www.repubblica.it

 
 

15 novembre 2000 - Il Ministero della Sanità dedica un Sito all'Alzheimer


Il Ministero della Sanità ha dedicato un sito web al progetto Cronos, relativo alla malattia di Alzheimer. L’attivazione del sito www.alzheimer-cronos.org ha fatto seguito all’inizio delle attività del progetto, avvenuta il 15 settembre 2000. Al suo interno è possibile trovare dettagliate informazioni sugli aspetti caratterizzanti del Cronos: la rimborsabilità di due farmaci utili per il trattamento della malattia di Alzheimer nella forma lieve-moderata e uno studio osservazionale su larga scala, realizzato utilizzando la rete di centri specialistici (Uva), in collaborazione con i medici di medicina generale e i farmacisti. È possibile conoscere in particolare il protocollo di monitoraggio, scaricare le schede del follow-up in formato PDF, consultare l’elenco delle Unità Valutative Alzheimer (UVA) distribuite sul territorio nazionale. Il sito offre inoltre notizie utili sulla malattia, proposte sia ai medici che agli utenti non medici. Sono state attivate anche zone di discussione e possibilità di interazione con gli utenti. Varie sezioni riportano indirizzi di organizzazioni e date di appuntamenti relativi alla malattia di Alzheimer.

A cura della redazione di geratriaonline.net

 
 


3 ottobre 2000
L’età massima di morte è aumentata dal 1861 al 1999.

Il life-span, cioè la lunghezza massima della vita ipotizzabile per un individuo di una determinata specie vivente, sembra essere determinato e fisso, anche se viene soprattutto calcolato in base alla massima età alla morte realmente registrata. Il limite superiore alla durata della vita umana è stato posto, fino ad ora, dalla morte di Jeanne Calment, registrata nel 1997 all’età di 122.45 anni. Un recente lavoro pubblicato su Science (Wilmoth JR, Deegan LJ, Lundstrom H, Horiuchi S. Increase of Maximum Life-Span in Sweden, 1861-1999. Science 2000;289:2366-8) pone dei dubbi circa l’esistenza di un life-span fisso e non modificabile nel corso del tempo. I ricercatori hanno analizzato dati demografici svedesi compresi tra il 1861 ed il 1999, considerandoli di estrema affidabilità ed in grado di rispecchiare le tendenze dei Paesi altamente industrializzati. L’età massima alla morte in Svezia nel 1860 era di circa 101 anni, salendo a 108 nel 1990. Il tasso di aumento è stato di 0.44 anni per decade dal 1861 al 1969, passando a 1.11 anni per decade dal 1969 al 1999. Il dato che emerge forse più importante è quello che indica come l’aumento dell’età massima alla morte sia dovuto soprattutto alla riduzione dei tassi di mortalità delle età estreme. Infatti il 72.5% dell’aumento è dovuto al declino della mortalità al di sopra dei 70 anni, il 16% al declino della mortalità al di sotto dei 70 anni, il 12% all’aumento numerico delle coorti di anziani. Questa tendenza si è accentuata dopo il 1969, quando il contributo portato dalla diminuzione dei tassi di mortalità al di sopra dei 70 anni è stato del 95%. Una interpretazione di tali dati può portarci ad affermare che l’età alla morte si è spostata sempre più avanti non tanto perché è aumentato il numero di persone che arrivano ai limiti estremi della vita, ma perché costoro muoiono meno, quindi godono probabilmente di un migliore stato di salute. Poiché i tassi di mortalità relativi alle età estreme continuano a calare, i ricercatori concludono che ciò potrebbe condurre ad una ulteriore estensione dei limiti di longevità finora raggiunti dalla specie umana.

A cura della redazione di geratriaonline.net

 

 
 

23 settembre 2000 - Il Prof. Claudio Franceschi a proposito di centenari.

Il Prof. Claudio Franceschi, uno dei maggiori esperti di centenari in italia, in una recente intervista a Giovanni Maria Pace, afferma che centenari si diventa e non si nasce. Ribadendo un concetto ben noto in geriatria – cioè che la longevità è il frutto di una favorevole interazione tra patrimonio genetico ed ambiente – sostiene che, al contrario di quanto comunemente si è creduto finora, probabilmente i centenari non possiedono "geni troppo forti" poiché "se hai geni molto forti reagisci in modo eccessivo agli stimoli immunologici ed allo stress, e hai una mortalità piuttosto elevata nella fase iniziale della vita. Come dire che chi risponde troppo, muore: ha vantaggi nell’immediato, ma non vive a lungo." Allo stesso tempo i centenari non sono persone "deboli": "Diciamo che sono persone che rispondono bene allo stress in una certa finestra, ovvero entro limiti ottimali: né troppo né troppo poco." Tutto questo deriva dallo studio di alcune citochine pro o anti infiammatorie che il Professore da tempo conduce nell’ambito dei suoi lavori sulla longevità. La sua esperienza lo ha portato a formulare l’ipotesi che "i centenari non sono individui particolarmente robusti all’inizio della vita ma emergono sulla distanza per la loro capacità di adattamento e per il fatto di non appartenere, geneticamente e per stile di vita, al gruppo di coloro che iper-rispondono ai nocumenti del vivere. La genetica ha ancora un ruolo ma, guardando ai fattori di rischio, dobbiamo dire che centenari si diventa."

Da la Repubblica – Salute del 21.09.2000

 

 
 

22 settembre 2000 - Esposizione ad idrocarburi e malattia di Parkinson

Uno studio del Centro per la Malattia di Parkinson di Milano dimostra come idrocarburi solventi, sostanze presenti spesso nell'ambiente lavorativo, sono coinvolti nello sviluppo della malattia di Parkinson.
Una storia di esposizione ad idrocarburi solventi è associata ad un esordio più precoce della malattia di Parkinson e ad una sintomatologia più grave e meno responsiva alla terapia.
Lo studio, ad opera del Prof. G. Pezzoli, la Dott.ssa M. Canesi, Dr Antonini ed altri, suggerisce come sia importante la prevenzione: chi maneggia sostanze contenenti idrocarburi (benzina, trielina, vernici, collanti ecc.) deve indossare guanti protettivi e mascherina ed operare in un ambiente aperto o almeno aprire la finestra per areare adeguatamente un ambiente chiuso.

http://www.parkinson.it/istituto/studi.html

 

 
  15 settembre 2000 - (Ministero della Sanità - Comunicato stampa n. 213 del 14/09/99)

Parte domani, 15 settembre 2000, il "protocollo di monitoraggio dei piani di trattamento farmacologico per la malattia di Alzheimer".

E’ stato presentato oggi, 14 settembre 2000, presso il Ministero della sanità (Lungotevere Ripa, 1 a Roma), il "protocollo di monitoraggio dei piani di trattamento farmacologico per la malattia di Alzheimer".

In questo studio, che prenderà il via domani, 15 settembre 2000, verranno utilizzati due nuovi medicinali rimborsabili - il Donepezil e la Rivastigmina – già registrati a livello europeo per il trattamento dei pazienti colpiti dalla forma lieve-moderata della malattia di Alzheimer.

Tale progetto, che rientra in quello più ampio di ricerca per il potenziamento e la riqualificazione dell'assistenza ai pazienti affetti da morbo di Alzheimer, lega per la prima volta il rimborso dei farmaci alla necessità di seguire un preciso percorso diagnostico-terapeutico, oltre che al monitoraggio di tutti i pazienti ammessi al trattamento con i nuovi medicinali.

I costi previsti per la rimborsabilità di questi farmaci, a carico del Servizio sanitario nazionale, ammontano a circa 70-80 miliardi annui, e saranno oggetto di controlli continui.

Sono circa 50.000, pari al 10% del totale, i pazienti colpiti dalla forma lieve-moderata della malattia di Alzheimer, quelli appunto che possono accedere al trattamento, indipendentemente dalle loro condizioni economiche.

Secondo il progetto approvato dal Ministro della Sanità, professor Umberto Veronesi, il paziente affetto da Alzheimer sarà seguito nel terapia sia dal medico di base , sia dagli specialisti. Il paziente, infatti, arriva alle unità valutative (centri specializzati individuati dalle Regioni e Province autonome) inviato dal medico di medicina generale, per approntare il piano terapeutico e la fornitura gratuita dei farmaci.

Parallelamente, uno studio osservazionale epidemiologico, della durata di un anno, permetterà di raccogliere una serie di informazioni sulla diffusione della malattia in Italia, la sua distribuzione geografica, il profilo degli effetti collaterali, i contesti assistenziali, i drop-out, e il monitoraggio dei trattamenti farmacologici.

Il Ministero della Sanità ha inviato, nelle scorse settimane, a medici di base e farmacisti una breve guida relativa al protocollo di monitoraggio che fornisce le informazioni essenziali sul progetto diagnostico e terapeutico per la malattia di Alzheimer. Grazie alla collaborazione di medici di famiglia e pazienti colpiti da Alzheimer o che, pur avendo problemi di demenza non hanno ancora ricevuto una diagnosi corretta, sarà possibile ottenere la buona riuscita della sperimentazione.

"Notevole è l’impatto sociale di questa patologia, sia per quanto riguarda i costi, sia per il peso che grava sui familiari di questi pazienti – fa notare il Ministro delle Sanità, professor Umberto Veronesi. – Da qui la decisione di venir loro incontro, fornendo un aiuto concreto per migliorare la qualità di vita".

E' la prima volta in Europa che un’iniziativa terapeutica su larga scala si collega a uno studio osservazionale utilizzando la rete dei centri specialistici in collaborazione con i medici di medicina del territorio.

Il percorso, lungo e complesso, che ha permesso di dare il via a questo progetto ha avuto come protagonisti le associazioni degli ammalati (che da anni chiedono una rete strutturata di servizi), le associazioni di farmacisti (che insieme ai grossisti hanno accettato di distribuire gratuitamente il farmaco), i rappresentanti dei centri specialistici (IRCCS), i componenti della CUF ed esperti del settore, i funzionari degli Assessorati regionali alla Sanità e le associazioni dei medici di medicina generale.

 
  15 settembre 2000 - (Ministero della Sanità - Comunicato stampa n. 214 del 14/09/99)

Firmato il decreto per i progetti di ricerca sull’Alzheimer.

Il Ministro della Sanità, professor Umberto Veronesi, ha firmato oggi il decreto relativo al "Progetto strategico di ricerca finalizzata sulla malattia di Alzheimer", inserito nell’ambito della Politica di Ricerca e Sviluppo del Ministero della sanità.

I progetti, la cui durata non potrà essere superiore a 36 mesi, dovranno rispondere alle necessità d’informazione e di operatività del Servizio Sanitario Nazionale per migliorarne l’efficacia e la qualità.

Le iniziative riguarderanno quattro aree di ricerca: 1) epidemiologica; 2) di biologia sperimentale; 3) biomedica, 4) sanitaria, e possono interessare allo stesso tempo anche più di un’area.

Potranno essere presentate esclusivamente da quelle istituzioni - Regioni e Provincie, Istituto Superiore di Sanità, Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici e privati, e gli Istituti zooprofilattici sperimentali - finanziate dallo stesso Ministero dal Sanità.

Per la realizzazione dei progetti possono concorrere, a seguito di preventivi accordi con gli Istituti che li presentano, le Università, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e gli altri Enti di ricerca sia pubblici sia privati.

Tutte le richieste dovranno giungere entro le ore 14 del 15 novembre prossimo, al Ministero della Sanità – Dipartimento della Programmazione – Ufficio IV, Lungotevere Ripa 1, 00153 ROMA, specificando sull’intestazione del plico che il contenuto riguarda il "Programma per la ricerca finalizzata 2000".

 

 

 
 

Ultimo aggiornamento:04/05/02
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