Il Prof. U. Senin,
aprendo i lavori del Convegno, ha voluto sottolineare l’importanza di un
continuo scambio di conoscenze con i Medici di Medicina Generale che svolgono un
ruolo centrale per la tutela della salute della Nazione all’interno del
Sistema Sanitario Nazionale.
All’inizio
della sua relazione, affrontando il tema della malattia di Alzheimer, il
Professore ha ricordato la necessità di rispondere in maniera efficace ai
bisogni di una popolazione che quotidianamente deve affrontare la sofferenza; la
risposta che fino ad ora è stata data dal Ministero della Sanità deve essere
considerata parziale. Il Progetto CRONOS rappresenta la risposta che il
Ministero ha finora dato alla pressante richiesta di aiuto da parte delle
Associazioni dei familiari dei malati, ma è anche la risposta data alle
industrie farmaceutiche coinvolte attivamente in questa discussione, che si è
concretizzata nella somministrazione gratuita del farmaco. Sebbene tutto questo
potrebbe sembrare un risultato non del tutto soddisfacente, tuttavia bisogna
sottolineare la peculiarità del Progetto CRONOS, che non ha precedenti nella
storia della CUF. Infatti è la prima volta che il Ministero, prima ancora di
decidere se determinati farmaci possano essere inseriti fra quelli a carico del
Servizio Sanitario Nazionale, ha voluto fare una verifica e così conoscere il
numero dei potenziali utenti e soprattutto gli effetti ottenuti da questi
farmaci con i relativi costi. Per fare questo la CUF ha chiesto ad un gruppo di
esperti (dei quali il Prof. Senin faceva parte) di elaborare un
protocollo che avesse queste finalità: erogazione controllata dei farmaci a
pazienti affetti da malattia di Alzheimer di grado lieve-moderato; valutazione
della loro tollerabilità ed efficacia; e infine sorveglianza epidemiologica
dell’uso. Questo studio, che non è uno studio di efficacia del farmaco, ha un
tempo determinato fissato a due anni, al termine del quale dovranno essere
tratte delle conclusioni definitive. Sono stati individuati due protagonisti
principali con due compiti diversi: i Medici di Medicina Generale e le Unità
Valutative Alzheimer. Ai primi spetta il compito di scoprire il probabile malato
di Alzheimer e in un secondo momento prendersene cura, dopo che il farmaco sia
stato prescritto e assunto per un determinato periodo dal paziente; alle UVA,
spetta il compito di valutare i casi inviati dai Medici di Medicina Generale,
stabilire se rientrano nei criteri del progetto e rivederli periodicamente per
decidere se continuare il trattamento, modificarlo o sospenderlo. Il Professore
ha poi sottolineato l’importanza di queste due figure, che svolgono un ruolo
estremamente importante; infatti, se il Medico di Medicina Generale non è
attento nel cercare di fare emergere questo tipo di problemi, all’anziano
viene negata una diagnosi precoce ed il conseguente trattamento; così come se
l’U.V.A. sbaglia la diagnosi nega un diritto ad un cittadino. Concludendo, il Prof.
Senin ha ricordato che il Progetto CRONOSè iniziato il primo ottobre del 2000. Da un censimento effettuato
tramite interviste telefoniche, è emerso che dopo otto mesi di lavoro su 100
soggetti recatisi alle U.V.A. ben 40 erano già in trattamento, provvedendo in
maniera autonoma all’acquisto del farmaco, tranne che per quelle poche regioni
che elargivano il farmaco gratuitamente già prima dell’inizio del CRONOS.
Questi dati non sono molto incoraggianti, ma gran parte del successo di questo
progetto dipenderà da quanto la Medicina Generale riuscirà a farlo diventare
suo, svolgendo sempre più il ruolo di protagonista.