Dott. Maurizio Bicchi
La diagnostica della Trombosi Venosa Profonda

 Il Dott. Maurizio Bicchi ha introdotto il suo intervento sottolineando le differenze tra la TVP prossimale e quella distale. La prima è quella che interessa il sistema cavale, l’iliaca comune, l’esterna, la femorale, il tratto iniziale della poplitea; la seconda coinvolge prevalentemente il sistema venoso del polpaccio. La TVP prossimale è caratterizzata da un’alta incidenza di complicanze emboliche precoci; quella profonda è meno pericolosa ma altrettanto importante perché si può propagare prossimlamente. Il Dottore ha ricordato come la diagnosi clinica di TVP non sia affatto facile, si devono infatti considerare, nell’ambito della diagnosi differenziale, diverse patologie che riguardano anche la cute ed i muscoli. Nella diagnostica differenziale rientra anche la TV superficiale, caratterizzata da una sintomatologia che ricorda quella caratteristica della TVP, ma meno pericolosa di quest’ultima. E’ emersa la necessità di identificare le condizioni predisponenti ed i diversi segni e sintomi suggestivi di TVP, allo scopo di definire la probabilità clinica che la patologia sia presente. Ad ogni segno o sintomo e ad ogni fattore predisponente considerato è attribuito un punteggio. Il paziente viene così classificato in tre diverse categorie di probabilità di andare incontro a TVP: alta (75%), media (17%), bassa (17%) (Wells et al. Lancet 1997; 350: 1795).  Per quanto riguarda le indagini diagnostiche, l’ecocolordoppler è facilmente eseguibile e richiede una collaborazione minima da parte del paziente. L’esame si esegue sia in posizione supina che in posizione eretta. Si può analizzare anche il comportamento dinamico del vaso: un vaso sano se compresso con la sonda, tende a collabire, cosa che non avviene in un vaso sede di TVP. L’applicazione del doppler, che rileva il movimento dei globuli rossi, evidenzia, in un vaso sano, le variazioni fasiche legate agli atti del respiro. In base all’ecogenicità del materiale trombotico è possibile inoltre stabilire con una certa accuratezza se il trombo è di recente insorgenza o di vecchia data. Si possono inoltre misurare le dimensioni del trombo, cosa questa importante in pazienti con TVP recidivanti, il confronto con esami precedenti permette inoltre di stabilire se il trombo in questione è una recidiva o si è formato in una nuova sede. La metodica permette di esplorare anche il distretto ileo-cavale. La flebografia è un esame più impegnativo, più costoso e non sempre di facile esecuzione. Prevede l’utilizzo del mezzo di contrasto che è iniettato in una vena superficiale del dorso del piede. Vi sono quindi tutti i rischi legati all’utilizzo del m.d.c. L’immagine del trombo appare come un difetto di riempimento. Esistono comunque delle situazioni in cui non si può fare a meno di questa metodica: in caso vi siano dubbi riguardo all’interpretazione dell’ecodoppler o vi siano delle discrepanze tra il quadro clinico ed i risultati del doppler, per la ricerca della sorgenze di embolie occulte, per lo studio di malformazioni vascolari. Il D-dimero è il prodotto di degradazione della fibrina stabilizzata. Può essere riscontrato in diverse condizioni come nelle neoplasie e negli stati infiammatori. In caso di ipofibrinolisi ed in altre condizioni può risultare addirittura basso. Può essere valutato in pazienti sintomatici. Serve ad escludere ma da solo non conferma una TVP. Il comportamento da tenere nel caso si sospetti una TVP cambia qualora il paziente in questione sia al suo primo episodio di TVP e qualora si tratti invece di un soggetto con storia di TVP. Nel primo caso l’esame di prima scelta è l’ecocolordoppler con test di compressione. L’esame presenta un’alta sensibilità per le TVP prossimali, ma è scarsamente accurata per le TVP distali. Anche se l’esame dovesse risultare negativo è opportuno ripeterlo a una settimana di distanza qualora i valori del D-dimero risultassero alterati. Se il D-dimero è negativo, in presenza di ecocolordoppler negativo si esclude la TVP. Nel caso di un paziente con storia di TVP si esegue l’ecocolordoppler, se il caso rimane dubbio si imporrà l’esecuzione di una flebografia. Se l’ecocolordoppler risulta negativo l’esame andrà comunque ripetuto a distanza di 2-7 giorni se i D-dimeri sono alterati.